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Racconti

“Ridateci la Libertà”, racconti in occasione del 25 aprile

“Tommasino cos’è per te il Fascismo?”


“Il Fascismo… Il Fascismo è la prepotenza di toglierci tutto, tutto: dai nostri beni, ricchezze, dai nostri campi alle nostre personalità. Il Fascismo è volere a tutti i costi un bambino di 8 anni in riga. Con quella divisa a scuola e quelle scarpe, quel bambino di 8 anni doveva stare in fila con i compagni. Quelle scarpe gli facevano male da morire, sicché gli andavano pure strette. Ma alla maestra non importava. In fila doveva stare e camminare. Invece le scarpe facevano male, sempre più male. Capitò che un pezzo di ferro gli entrò.”


“Ed il bambino non lo fece presente alla maestra?”


“Ma certo. Ma lei non se ne curò.’Cammina e resisti. Cammina e sopporta!’Parole e tono duri ad un bambino di soli 8 anni, che per orgoglio tutte le lacrime trattenne dal dolore.Il Fascismo è terre da coltivare possedere, il grano con tanto sudore e fatica ricavare, ma ed esserne spogliati. Il Fascismo è il soldato, che non importa se parlasse tedesco o italiano dal tono gerarca, che batte alla porta. Bussa, batte, insistentemente urla. ‘Racimolate tutto il vostro grano, adesso! Subito, all’istante! Consegnatecelo, lo porteremo all’arsenale con quello degli altri! Racimolatelo! Subito, all’istante!’
E che importava, Tina, se in quella casa a ricevere gli ordini vi fossero un padre e una madre che con tanto sudore e fatica quel grano dai propri campi avevano raccolto, racimolato?! E che importava se, in quella casa, alla minaccia del soldato prima con le urla e poi col fucile, fosse presente anche un bambino di 8 anni. Che niente avrebbe dovuto intuire, ma tutto capì. Da quel grano, raccolto con tanto sudore e fatica, ad ognuno ogni giorno doveva essere consegnata la propria razione. Piccola, che vuoi che sia?! Ovviamente. Minuscola, non ci avrebbe sfamato nemmeno un cucciolo. 

E impossibile, fuori ogni logica, quella razione sforare! Ogni giorno, in fila si andava e la propria razione si aveva. Basta. 
I kili che io e la mia famiglia perdemmo? Le condizioni in cui i corpi miei e della mia famiglia divennero. Indescrivibili, inimmaginabili.

Ecco Tina, questo e molto altro è stato il Fascismo.”

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